EcoParma
Ecoparma è un luogo virtuale ma di scambio reale. È facilmente accessibile e di facile consultazione, è terreno di idee, raccoglitore di suggerimenti, occasione per instaurare un dialogo fra cittadini ed Assessorato Ambiente, per parlare di ambiente, promuovere iniziative ecosostenibili, per far progredire la nostra città in senso ecologico.
Agenda 21
Parma aderisce al programma di Agenda 21, il Piano d'Azione dell'ONU per lo sviluppo sostenibile e sottoscritto da quasi 180 Governi del Pianeta.
AmbienteNews24
Bollettino quindicinale di informazione normativo-giurisprudenziale in materia ambientale (aria, certificazione ambientale, energia, igiene di alimenti e bevande, incidenti rilevanti, inquinamento elettromagnetico, IPPC, rifiuti, rumore, suolo, sviluppo sostenibile, tutela ambientale, tutela del consumatore, VIA etc.) a cura de Il Sole 24 ORE. AmbienteNews24 illustra nel dettaglio le principali novità normative - nazionali, comunitarie, della Regione Emilia Romagna e dell'UNI- ed offre una rassegna delle più recenti pronunce giurisprudenziali cui si aggiungono importanti elementi di approfondimento, come gli articoli di commento tratti dalle riviste professionali de Il Sole 24 Ore, e sezioni a carattere pratico come lo Scadenzario e i quesiti dell'Esperto Risponde. All'informazione giuridica si aggiungono utili news sull'attualità e i principali eventi del settore.
ParmaDaily.it
Parma Daily è un quotidiano on-line locale che nasce con le stesse ambizioni e gli stessi obbiettivi di Ecoparma: oltre ad informare dell’esistenza di progetti ed iniziative si mette all’ascolto del lettore, un lettore, in questo caso, a cui è richiesto un ruolo attivo e vigile. Parma Daily è un luogo virtuale di scambio: è un circuito aperto di idee, opinioni e notizie che si mette al servizio del territorio per capirlo meglio e per permettere a chi partecipa di sentirsi più coinvolto in esso. Per la nostra città è un modo nuovo e trascinante di informare ed essere informati.
Forum
Il forum è il nuovo strumento che EcoParma mette a disposizione dei propri utenti, per una partecipazione attiva e vigile da parte dei cittadini sulle tematiche ambientali e non, proposte dall'amministrazione del Comune di Parma.
Permetterà lo scambio di idee, opinioni, pareri, dubbi dei lettori di EcoParma in modo diretto. E' necessaria la registrazione al forum e successivamente ogni cittadino potrà lasciare il proprio commento, aprire una nuova discussione, fare domande e rispondere a quelle degli altri utenti.
Sondaggi
Il sondaggio è uno strumento d'indagine privilegiato che permetterà di conoscere idee, opinioni, pareri, dubbi dei lettori di EcoParma in modo veloce e diretto. Infatti ogni cittadino, preso atto delle iniziative e dei progetti presentati nel sito, potrà attraverso il proprio voto, dare il proprio indispensabile contributo alla gestione delle iniziative proposte.
Eventi
Gli appuntamenti da non perdere per vivere e saperne di più di Mobilità, Ambiente e Verde della nostra città.
Indagini preliminari
Negli ultimi anni (in particolar modo dal 2003) sono stati avviati alcuni sondaggi che riguardano traffico, ambiente ed inquinamento nella città di Parma.
Conto salato per l'ambiente
La direttiva europea «20-20-20» sull'ambiente e l'energia potrebbe costare all'Italia più di 23 miliardi di euro l'anno fra il 2013 e il 2020. Quanto una manovra finanziaria particolarmente robusta. Le stime più accreditate parlano di una cifra oltre i 20-23 miliardi con un'ipotesi massima oltre i 25 miliardi l'anno, fino ai 27 miliardi. Con il risultato, se il programma europeo riuscisse a essere applicato, di abbassare le emissioni mondiali di anidride carbonica dello 0,3% per quanto riguarda il solo contributo italiano e del 2% se si considera l'intera Unione europea.
Da qualche giorno circolano alcuni documenti del Governo che, per la prima volta, fanno i conti in tasca alla direttiva europea di un anno e mezzo fa che impone ai Venticinque di ridurre entro il 2020 del 20% le emissioni di anidride carbonica (il gas accusato di cambiare il clima del mondo), di ridurre del 20% i consumi di energia e di portare al 20% il contributo delle fonti rinnovabili di energia. Questa sequenza ripetitiva del numero venti ha soprannominato la direttiva «20-20-20».
Uno studio preliminare è stato realizzato dal centro studi di economia dell'energia Rie di Bologna (quello guidato da Alberto Clô) edè stato adottato e rielaborato dalla direzione Ricerca ambientale e sviluppo del ministero dell'Ambiente (a capo,Corrado Clini).A risultati vicini è arrivato anche il ministero dello Sviluppo economico tramite un'analisi condotta dalla direzione Energia guidata da Sara Romano. Queste ricerche portano a risultati non identici ma molto vicini e saranno la base della posizione italiana al Consiglio europeo dei ministri in programma per metà ottobre.
L'anno scorso l'Italia aveva propugnato il programma europeo, anzi aveva chiesto obiettivi assai più severi. La Commissione di Bruxelles non ha mai diffuso dati dettagliati sugli effetti della direttiva «20-20-20» nei singoli Paesi; finora si è limitata a dire che potrebbe incidere attorno allo 0,6% del Prodotto interno lordo dell'Unione. Nei mesi scorsi il Governo italiano ha deciso, prima di aderire incondizionatamente, di capire l'efficacia della direttiva.
Il ministero dell'Ambiente ha provato ad applicare il programma europeo e risulta che entro il 2020 l'intensità energetica dovrebbe scendere a un livello inferiore del 37% rispetto al 2005, pari a un miglioramento del rendimento energetico superiore a quello conseguito dalle tecnologie in trent'anni fra il 1970 e il 2000. Per quanto riguarda le fonti rinnovabili di energia, servirebbero centrali verdi pari all'energia di 315 milioni di tonnellate di petrolio, con un aumento del 161% in 15 anni. Le centrali eoliche e solari dovrebbero aumentare di sei volte.
«Valutazioni più aggiornate ed accurate per l'Italia configurano analizza il ministero dell'Ambiente entro il 2020 un costo complessivo per lo sviluppo delle risorse rinnovabili non inferiore a 50 miliardi di euro e per la riduzione dell'intensità energetica ( o risparmio energetico) non inferiore a 120 miliardi di euro. Ovvero un costo annuale non inferiore a 15 miliardi euro l'anno di oneri addizionali per l'Italia nel periodo 2013- 2020».Questi costi non includono quelli per l'acquisto dei crediti e permessi di emissione necessari per rispettare gli obiettivi di riduzione delle emissioni, pari a una cifra variabile tra i 300 e gli 800 milioni di euro, secondo lo scenario che sarà adottato.
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